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Il comune di Vezza d'Alba appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Cuneo

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Storia

I toponimi del territorio, rivelano insediamenti antichi, pre-liguri e pre-indoeuropei. La presenza romana, ha lasciato tracce nel sistema viario e in un "fundus Rubiano", oggi Rubiagno. Al periodo longobardo si collega il primo nucleo del castello, sorto quasi a continuazione della "sala" (casa tributaria delle quote fiscali dei prodotti della terra), mentre sul colle di San Martino esisteva già da tempo una Pieve.
Nel 1228 il vescovo d'Asti riscatta, mediante premuta, il feudo dei "domini de Vicia". Poco dopo la metà del '300, Vezza subisce il saccheggio e la distruzione del castello. Il feudo viene concesso dal vescovo d'Asti ad Antonio de Ponte. Nel 1401 questa famiglia lo vende a Oddone Roero. La divisione intervenuta nel 1468 tra i Roero, assegna il feudo di Vezza a Oddone Roero, capostipite del ramo di Vezza e Guarene. Questa famiglia fu, dal duca di Savoia, investita del feudo di Sommariva Bosco e Teodoro Roero ebbe il titolo di Conte.
Poco dopo la sua morte però il feudo venne confiscato e il figlio Giovanni tornò a risiedere a Vezza. I suoi discendenti vi rimasero circa 2 secoli per poi trasferirsi nel nuovo castello di Guarene. "Terra di Chiesa", Vezza fu oggetto di ingerenze e saccheggi, fino a quando - nel 1610 - i Roero vengono privati del feudo e le Terre di Chiesa, dopo il contratto che il duca Carlo Emanuele I di Savoia aveva concluso con il vescovo Aiazza, vengono incluse nei dominî sabaudi. Rientrati in possesso del feudo nel 1631, i Roero abbandonano all'inizio del 1700 la residenza vezzose, ormai disagevole e decadente, a favore di quella costruita a Guarene, su progetto di Carlo Giacinto Roero.

Origine del nome

La citazione più antica del nome (Vicia) compare in una donazione, assegnabile all'anno 901, da parte dell'imperatore Lodovico alla Chiesa d'Asti. Il nome deriva da una specie erbacea (la vicia sativa), in passato anche coltivata come foraggera nell'area del Roero, dove ha lasciato altri toponimi.